Negli ultimi anni ho ricevuto decine di richieste che iniziano tutte allo stesso modo: “Vorrei aprire un e-commerce, quanto mi costa?”. È la domanda sbagliata. Non perché il costo non conti — conta eccome — ma perché chi parte dal preventivo, di solito, chiude il negozio entro un anno.
Mi chiamo Luigi Tanese, sono il titolare di Computeria web agency Salerno, attiva dal 2000. In 25 anni ho realizzato e seguito un numero molto alto di e-commerce per clienti di settori diversi: moda, alimentari, artigianato, servizi B2B. Da quell’esperienza è nato un libro, E-Commerce Smart: Strategie per Gestire e Far Crescere un Negozio Online, che potete trovare su Amazon Kindle.
In questo articolo voglio anticiparvi le cinque cose che, secondo la mia esperienza, fanno la differenza tra un negozio online che vende davvero e uno che resta una vetrina silenziosa. Più avanti trovate anche un capitolo del libro in download gratuito — quello dedicato al marketing, perché è lì che la maggior parte dei progetti si arena.
1. Il prodotto giusto vale più della piattaforma giusta
Quando un imprenditore mi contatta per aprire un e-commerce, la prima domanda riguarda quasi sempre la tecnologia: WooCommerce o Shopify? Magento o PrestaShop? È una scelta importante, ma è la seconda. La prima è capire cosa state vendendo e perché qualcuno dovrebbe comprarlo da voi e non da Amazon.
Tre verifiche da fare prima ancora di pensare al sito:
- Marginalità. Un prodotto con margine sotto il 30% online è quasi sempre antieconomico, perché tra spedizione, commissioni di pagamento, advertising e resi, il margine evapora.
- Differenziazione. Se vendete lo stesso prodotto di altri 200 e-commerce italiani, dovete avere o un prezzo migliore (difficile) o una storia migliore (possibile).
- Domanda reale. Strumenti come Google Trends e il pianificatore di parole chiave vi dicono in pochi minuti se qualcuno cerca davvero quello che vendete. Vale la pena guardarli prima di investire in un sito.
La piattaforma giusta esiste, ma si sceglie dopo aver risposto a queste tre domande. Per la maggior parte dei progetti italiani di piccole e medie dimensioni, WooCommerce su WordPress resta la soluzione più equilibrata tra costo, libertà e gestibilità autonoma.
2. Il sito è solo il 30% del lavoro
Questa è probabilmente la verità più scomoda di tutte. Molti imprenditori pensano che, una volta messo online il negozio, il grosso sia fatto. È vero il contrario: mettere online il sito è il punto di partenza, non di arrivo.
Se vi state chiedendo cosa occupa il restante 70%, ecco l’elenco realistico delle cose che vanno fatte e mantenute nel tempo:
- Schede prodotto scritte bene. Non descrizioni copiate dal fornitore, ma testi originali con misure, materiali, garanzie, casi d’uso. Google le indicizza, i clienti le leggono, le AI le citano.
- Fotografie professionali. Le immagini scure, sgranate o con sfondi disordinati sono il primo motivo per cui un visitatore esce dalla pagina senza acquistare.
- Logistica e spedizioni configurate. Tariffe chiare, corrieri affidabili, tempi di consegna realistici dichiarati prima del checkout.
- Pagamenti sicuri. Carta, PayPal, bonifico, Klarna: chi non trova il proprio metodo preferito abbandona il carrello.
- Politiche di reso e privacy. Obbligatorie per legge, ma anche elementi di fiducia: un reso facile aumenta il tasso di conversione più di qualsiasi sconto.
- Email automatiche. Conferma ordine, spedizione, follow-up post-acquisto, recupero carrello abbandonato. Sono attività che, automatizzate bene, recuperano tra il 5 e il 15% del fatturato.
Tutto questo va progettato prima di aprire al pubblico. Aprire un e-commerce con metà delle voci sopra incomplete è il modo più rapido per bruciare il budget pubblicitario senza vendere nulla.
3. Senza traffico non vendete: il marketing non è opzionale
Ed eccoci al punto in cui la maggior parte dei progetti si ferma. Avete il sito, le foto, le schede, i pagamenti. E poi? Aspettate i clienti? Non arriveranno, non da soli.
Un e-commerce nuovo parte con zero autorità su Google, zero pubblico sui social, zero recensioni. Per i primi 6-12 mesi, ogni vendita va praticamente “comprata” attraverso una di queste leve:
- SEO — lavorare sul posizionamento organico delle schede prodotto e delle pagine categoria. Il traffico più redditizio nel medio-lungo periodo, ma serve tempo (su questo trovate il nostro approfondimento sulla differenza tra SEO e Google ADS).
- Google ADS Shopping — la pubblicità più diretta per chi vende prodotti, perché intercetta utenti che stanno già cercando proprio quello che offrite.
- Meta Ads (Facebook e Instagram) — utili soprattutto per prodotti che si vendono “d’impulso” o che hanno un forte aspetto visivo.
- Email marketing — la lista clienti è il vostro asset più importante e l’unico canale che possedete davvero.
- Marketplace. Amazon, eBay, Etsy: scelta strategica, perché vi danno traffico ma vi prendono margine e clienti.
Il budget pubblicitario, nei primi mesi, può arrivare a essere più alto del costo di realizzazione del sito stesso. È il punto su cui mi confronto più spesso con i clienti, ed è il motivo per cui ho dedicato un intero capitolo del libro a questo tema.
Capitolo 8 — Marketing e Promozione del Negozio Online
Il capitolo del libro E-Commerce Smart in cui spiego come portare traffico e vendite a un negozio online appena aperto. PDF, 273 KB, nessuna registrazione richiesta.
Scarica il PDF gratuito →4. I numeri vanno guardati ogni settimana, non ogni anno
Un e-commerce è prima di tutto un’attività misurabile. A differenza di un negozio fisico, dove capire cosa funziona può richiedere mesi di osservazione, online ogni clic, ogni pagina vista, ogni carrello abbandonato è un dato.
I numeri che dovete saper leggere — o farvi spiegare dal vostro consulente — sono pochi ma decisivi:
- Tasso di conversione. Quanti dei visitatori comprano davvero. Sotto l’1% c’è qualcosa che non va (di solito nelle schede prodotto o nel checkout).
- Costo per acquisizione cliente (CAC). Quanto vi costa, in pubblicità, fare arrivare un cliente pagante. Se è più alto del margine, state perdendo soldi a ogni vendita.
- Valore medio dell’ordine (AOV). Quanto spende in media chi acquista. Aumentarlo del 10% spesso è più semplice che aumentare il numero di clienti.
- Tasso di abbandono del carrello. Quanti aggiungono al carrello e poi non comprano. Sopra il 70% (che è la media globale) significa attriti nel checkout: spedizione poco chiara, registrazione obbligatoria, pochi metodi di pagamento.
Questi numeri si leggono in Google Analytics 4 e nei pannelli della vostra piattaforma e-commerce. Se non sapete da dove iniziare, un confronto periodico con un consulente è quasi sempre l’investimento più redditizio che possiate fare nei primi mesi.
5. La pazienza è una variabile di business
L’ultima cosa, ed è forse la più dura da accettare: un e-commerce ha bisogno di tempo per funzionare. Non settimane, mesi. Spesso anni.
Le aspettative tipiche di chi apre un negozio online — “Recupero l’investimento in tre mesi” — sono quasi sempre fuori scala. Un e-commerce serio raggiunge il pareggio in 12-24 mesi e diventa un asset solido in 3-5 anni. Nel frattempo va alimentato con contenuti, pubblicità, aggiornamenti, gestione operativa.
Chi non ha la disponibilità (di tempo, di budget, di pazienza) per attraversare quella fase iniziale farebbe bene a valutare alternative come la vendita su marketplace, dove il traffico c’è già — pagandolo in commissioni invece che in advertising.
Per chi invece ha la determinazione di costruire qualcosa di proprio, l’e-commerce resta uno dei pochi canali in cui un piccolo imprenditore può davvero competere con i grandi. A patto di partire con le idee giuste.
Volete approfondire? Il libro che ho scritto sull’e-commerce
Le cinque cose che avete letto sono solo l’introduzione del lavoro che ho condensato in E-Commerce Smart, il libro che ho scritto a partire dai progetti seguiti in questi 25 anni. Dentro trovate tutto quello che, in un articolo, posso solo sfiorare: la scelta della piattaforma, il design delle schede prodotto, la logistica, i pagamenti, le strategie di marketing, gli errori da evitare.
Il libro è disponibile su Amazon Kindle e si legge in poche ore, anche da smartphone con l’app gratuita Kindle.
E-Commerce Smart
Strategie per Gestire e Far Crescere un Negozio Online
di Luigi Tanese — Prefazione di Giusy de Orsi
Acquista su Amazon →Da dove partire, concretamente
Se state valutando di aprire un e-commerce e siete arrivati fin qui, vi suggerisco questo percorso:
- Leggete il Capitolo 8 gratis che trovate scaricabile sopra: vi farà capire subito quanto del vostro tempo (e budget) andrà speso in marketing.
- Verificate il vostro prodotto con Google Trends prima di investire in un sito.
- Calcolate la marginalità reale sottraendo spedizione, commissioni, advertising e resi.
- Pianificate budget e tempi su un orizzonte di almeno 12 mesi, non 3.
- Quando avete chiarezza su questi quattro punti, parliamone. Computeria web agency Salerno realizza e-commerce su WooCommerce, ma soprattutto accompagna l’imprenditore nelle scelte strategiche prima della messa online.
Per un confronto su un vostro progetto specifico, potete contattarmi direttamente attraverso la pagina Realizzazione E-commerce o telefonarmi allo 089 754535. La prima consulenza è gratuita e serve a capire se ha senso lavorare insieme.
Luigi Tanese è il titolare di Computeria web agency Salerno, attiva dal 2000. È autore del libro E-Commerce Smart disponibile su Amazon Kindle.
